più di 10.000 lettori hanno scelto LE GRANDI DIONISIE...

domenica 26 settembre 2010

Antonio Rezza

in

DOPPIA IDENTITA' ELEVATA AL SUPERFICIALE

E CON IVAN BELLAVISTA

HABITAT DI FLAVIA MASTRELLA (MAI) SCRITTO DA ANTONIO REZZA

Regia Flavia Mastrella e Antonio Rezza

25 Settembre – MAD QUIRINO REVOLUTION

Lo spettacolo è un collage di precedenti performance del duo teatrale ed ha come argomento l'essere femminile di Antonio Rezza:l’interpretazione dell’omosessualità senza averne l’indole e la raffigurazione della donna con pochi tratti e senza trucchi. Come a dire che non si è poi così distanti da ciò che è veramente lontano. (Fonte: http://www.teatroquirino.it)

Le capacità performative, attoriali di Antonio Rezza sfuggono a qualsiasi possibilità descrittiva. All’uscita dalla sala del Teatro Quirino, che anche quest’anno accoglie artisti di fama internazionale nell’ambito della Rassegna MAD-Quirnino Revolution, vengono in mente immagini che chi scrive non può far altro che riportare per quelle che sono: un vulcano in eruzione, una tempesta, un turbine di momenti che fanno di Rezza un genio del palcoscenico. One man show è un modo di dire abusato in alcuni casi, ma ammirando la drammaturgia (considerando questo termine da un punto di vista etimologico) di questo perfomer si osserva come in un solo corpo possano coesistere una sublime capacità attoriale e soprattutto una credibilità scenica. Il collage di pezzi messo in scena per l’occasione schiaffeggia lo spettatore toccando vari temi, da quello dell’omossessualità a temi molto più scottanti come la pedofilia, inseriti in un contesto, quello teatrale, che non sempre – salvo in particolari casi - si lascia andare a critiche e analisi seriamente pungenti della spietata società in cui viviamo. Il tutto supportato, come si diceva, da un minuzioso lavoro sulla voce, sul corpo, su ogni singolo elemento che fa del teatro, il vero mezzo capace di mettere a nudo ogni tassello del mosaico sociale. Il pubblico ha apprezzato molto un attore che sfonda con facilità la quarta parete, creando una stretta confidenza con il pubblico, pubblico portato a ridere con intelligenza, che si diverte, nonostante alcune tematiche siano “scottanti”. Uno spettacolo che non può essere, quindi, definito comico, anche perché crediamo che neppure l’attore lo voglia; resta certamente viva nella memoria dello spettatore una sensazione di aver realizzato in apertura della stagione teatrale un primo passo verso un teatro che non vive solo di sovvenzioni e contributi, ma che – come nel caso di Antonio Rezza – nella sua “povertà” scenica ne esce ricco, anzi ricchissimo, spettatore compreso. Non ci resta che aspettare il prossimo appuntamento al Teatro Vascello.

Buona Scena! Carlo Dilonardo

Per ulteriori informazioni sulla biografia di Antonio Rezza ci permettiamo di rimandare al sito dell’artista: http://www.rezzamastrella.com

Nessun commento:

Posta un commento